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Casa Gesù Salvatore

a cura di Giuseppe Capasso

Giuseppe Donzelli 1596-1670(?), Barone di Dogliola, aveva la sua dimora nel centro storico della nostra città, e probabilmente, nei pressi dell'attuale Piazzetta Nilo e dell'antica Chiesa

parrocchiale di S. Maria della Rotonda ove Laura, la sua figliola, contrasse matrimonio il 5 Marzo 1687 con il medico-fisico Gaetano de Alteriis, rampollo di una nobile e facoltosa famiglia di Giugliano.


"(...) I1 Barone", scrive lo storico Tommaso Sicilano(1), "avrebbe potuto aggiungere, ai titoli di cui si fregiava, 1a qualità di combattente e di storico... - invece si dedicò alle arti salutari e, in modo particolare, allo studio ed alla preparazione dei medicamenti...". L'insurrezione di, Masaniello infatti, fu la causa scatenante di quel brusco dirottamento ed egli "non esitò a prendere le armi" e a partecipare, attivamente, ai moti di quel Luglio 1647 "annotando, giorno dopo giorno, ciò che accadeva in Napoli e fuori in un diario che chiamò: "Opera" ". Lo scritto fu pubblicato, qualche anno dopo, con il titolo: "Partenope liberata ovvero racconto dell'heroica risoluzione fatta dal popolo di Napoli per sottrarsi con tutto il Regno dall'insopportabile giogo degli Spagnoli". La storia poi ci racconta che il giovane Masaniello venne trucidato dagli stessi rivoluzionari e che la "Serenissima Real Repubblica Napoletana" cadde con la cattura del suo capo, il Duca di Guisa, e di altri rivoltosi tra cui il Donzelli. Egli, però, grazie ai buoni uffici del Reggente Don Giulio Galeota, suo grande amico, sfuggì

ad una condanna durissima e fu obbligato a ritirare, dai privati e dai bottegai, tutte le copie della sua "Partenope liberata... che furono bruciate... avanti la porta maggiore del Duomo di Napoli...". Il Donzelli, avvilito, si ritirò dalla vita attiva e si rifugiò qui, sui colli ameni, dove comprò dei terreni su uno di questi monti e si costruì la bella villa il cui retro sta ai margini di un antico sentiero che, poi, fu detto "Monte di Donzelli". Alla villa egli vi aggiunse, qualche anno dopo, la cappella che non c'è più e che fu dedicata alla Sacra Famiglia come risultava scritto, raccontano gli storici, sul marmo posto sul frontespizio della cappella stessa: "Jesu, Mariae. Josepho Josephus Donzelli Baro Diolae posuit anno reparathe salutis MDCLVI ".
Il Donzelli, medico-fisico e farmacista, si dedicò, come già accennato,"...allo studio ed alla preparazione dei medicamenti' ed organizzò sui campi che circondavano la villa "...(una) azienda scoperta al sole che richiede la continua assistenza dell'occhio mio..." ed in quella azienda egli "... faceva venire dai paesi di origine piante medicinalî rare e preziose, le trapiantava sulla sua terra dell'Arenella e ne curava l'attecchimento e l'acclimatazione, orgoglioso di poter asserire che lui solo, a Napoli, le possedeva...'
La villa, nel corso dei secoli successivi, fu meta di "...tutti gli intellettuali che si trattenevano nell'Arenella per diletto o per curare i loro disturbi...". Oggi quella bella villa ospita la Comunità-famiglia "Paradiso dei bambini" delle brave Suore di Gesù Redentore, Congregazione religiosa che fu fondata da Victorine Le Dieu De la Ruaudière (in professione Suor Marie Joseph de Jesus) nel 1866.
Le nostre Suore vivono, in fraternità, consacrate per una missione tra bambini e giovani, poveri ed emarginati e tra coloro che soffrono, portando a tutti il messaggio della salvezza. Le religiose, pur nella diversità dei doni e dei servizi, operano oltre che in Italia, in Francia, in Spagna e in Colombia. Le Suore di Gesù Redentore, di stanza nella seicentesca villa Donzelli, sono le componenti di uno dei cinque Istituti religiosi presenti nell'ambito territoriale della nostra Chiesa parrocchiale di cui faremo conoscere, volta per volta, a Voi gentili lettrici e gentili lettori le poche note storiche sul nostro sito parrocchiale sempre Che Voi avrete la bontà e la pazienza di visitarci ancora. Grazie!

(1) - Tormnaso Siciliano é l'autore dei bel saggio "Giuseppe Donzelli medico e farmacista partenopeo e la sua villa all'Arenella" da cui sono state tratte i brani riportati tra le virgolette.

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