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Il tempio

a cura di Giuseppe Capasso

Quel tempio di forma circolare sorge qui, all'Arenella, dal 1961 per il piano di sviluppo urbanistico della nostra città a seguito delle drammatiche vicende belliche del 1940-45. Esso, stretto tra i palazzoni di Via San Giacomo dei Capri e di Via Pietro Castellino, resta un'oasi di verde e di pace. Il Cardinale Marcello Mimmi, arcivescovo della nostra Diocesi benedisse e pose, il 25 Aprile 1954, la prima pietra dell'erigendo luogo di culto su progetto dell'Arch.Ferdinando Chiaromonte che si ispirò all'originario tempio, di forma circolare, sito fino al 1770 tra la piazza San Domenico Maggiore e la Via Mezzocannone e, precisamente, dove oggi si eleva maestoso il palazzo Casacalenda.

Quel tempio, non grande, fu fondato dai Cumani in onore dei loro déi alcuni secoli prima della nascita di Cristo e che, una volta abbandonato a se stesso, fu recuperato dai fedeli della nuova religione che lo dedicarono, verso il 350 d.C., alla Beata Vergine Maria e fu detto, per la sua rotondità: "Ecclesia Sanctae Mariae at Rotunda". "(...) la nostra .preoccupazione", affermava l’attuale Parroco don Salvatore Fratellanza in una intervista rilasciata a “Il Mattino" del 24 Novembre 1999, "non è tanto quella di fare ma di essere: essere testimoni della fede. Le iniziative, poi, vanno avanti quasi da sole, quando Cristo diventa il motore della nostra gioia, serenità, dialogo, vicinanza con le persone ..." E le iniziative concrete, promosse dalla nostra Parrocchia, per star vicini alle persone, sono davvero tante: Centro ascolto immigrati e scuola di alfabetizzazione; Caritas parrocchiale; Centro di ascolto per consulenze ed orientamento familiare; Azione Cattolica; Rinnovamento nello Spirito; Catechismo per ragazzi, giovani, adulti e per la preparazione ai sacramenti; Associazione culturale "La Rotonda” che organizza: cineforum, visite guidate, conferenze, dibattiti, corsi di yoga, di chitarra, di protezione civile ed altro; coro di voci bianche; gruppo teatro parrocchiale per giovani ed adulti; biblioteca corredata con oltre seimila volumi e poi tanto spazio che permette di soffermarci e di parlare prima e dopo le sacre funzioni religiose seguite sempre da tanti e tanti fedeli.

Lo star vicino alla gente è una caratteristica costante della nostra Rotonda praticata, nel corso dei secoli, fin dalla sua fondazione. Si ricorda infatti che quel tempio rotondo funzionava, oltre duemila anni fa, anche come sede di una Fratria (sorta i di aggregazione di costumanza greca) in cui i Cumani di Napoli si riunivano per pregare e per discutere, con il Fretarco, in merito agli affari anche spiccioli della comunità e che poi, al tempo dei primi cristiani, l’ “Ecclesia Sanctae Mariae at rotonda” fu una delle sette Diaconie della nascente Chiesa napoletana. I suoi Diaconi infatti, eletti dalla comunità come Ministri al servizio dei fedeli, si occupavano delle pratiche religiose, di amministrare i beni della comunità e di assistere gli ammalati, gli anziani e le vedove.

La Cura parrocchiale dell'antica Chiesa di Santa Maria della Rotonda. dopo la sua demolizione, avvenuta, come già scritto, nel 1770, peregrinò per varie chiese finché non le fu assegnata, come sede stabile con decreto del Re Giuseppe Napoleone del 24 Febbraio 1808, la Chiesa di San Francesco delle Monache sita in via Santa Chiara che viene detta ancora oggi, erroneamente, di Santa Maria della Rotonda. Quella chiesa, come la celebre Basilica di Santa Chiara, fu distrutta a seguito del tremendo bombardamento aereo del 4 Agosto 1943 che apportò vittime e tante distruzioni alla nostra martoriata città.

Di quella nostra Cura parrocchiale ci sono rimaste poche reliquie: il quadro della Madonna ivi venerata (opera del Faffeo 1449-1492) che viene conservato presso la Sovrintendenza per i beni artistici e culturali di Capodimonte, il cippo marmoreo dedicato agli dei della Fratria dei Cumani utilizzato poi dai cristiani come sostegno della vasca battesimale e conservato, oggi, in una sala del nostro Museo archeologico ed infine, tra i pochi libri parrocchiali rimasti, quello che ci ricorda il trapasso al cielo,12 Aprile 1927, del Prof. Giuseppe Moscati, il santo filiano della antica Parrocchia di Santa Maria della Rotonda. Mons. Enrico Amato, ultimo Pastore di quella chiesa parrocchiale, benedisse la nuova chiesa, e vi celebrò la Santa Messa il giorno 8 maggio 1961 e Don Antonio Assante il primo Pastore della nuova parrocchia; l'aprì al culto il giorno 16 luglio dello stesso anno.

A Don Assante seguirono, nella conduzione pastorale della nostra Rotonda, Don Franco Mercurio(1968-1978) e mons. Enrico Cirillo (1978-1988) che, con l'aiuto dei filiani, vi apportarono alcune modifiche, l'abbellirono e l'attrezzarono del necessario per il buono svolgimento delle sacre funzioni. Don Salvatore Fratellanza poi, quarto Pastore dal mese di Ottobre 1988 (e riconfermato nell'Ottobre 1997) s'è distinto, oltre che per la sua quotidiana attività pastorale che coinvolge i tanti collaboratori, anche per l'impegno profuso nella ristrutturazione e nell'abbellimento della Chiesa stessa, nel rendere più accogliente i locali esistenti e nella realizzazione, con il con­tributo di tanti e tanti fedeli, del nuovo organo meccanico a carne per "coniugare", egli dice, " musica e fede ".

Ma il vero fiore all'occhiello (come si usa dire) della Parrocchia è "(...) il germogliare delle vocazioni religiose", scriveva ancora “Il Mattino” del 24 Novembre 1999: "... è infatti diventato una festosa consuetudine: è qui che Alessio Delle Cave, Alessandro Rulli e Mauro Conte, oggi più che ventenni, hanno maturato l'Ordinazione sacerdotale ottenuta lo scorso Giugno del 1999, è qui che altri due uomini maturi: Antonio Rulli ed Enzo Attanasio sono stati ordinati Diaconi permanenti e due trentenni laureate: Maria Balassone e Barbara Matrecano sono attualmente ospiti delle Suore Alcantarine per verificare la propria chiamata a Dio ".

Tra i tanti collaboratori civili e religiosi si ricorda il giovane vice parroco don Alessandro Gargiulo, novello sacerdote dal mese di Maggio 2000 e p. Gennaro Del Pesce. Non si può dimenticare poi il sempre presente Don Luigi Dini, "... carismatico prof.di Lettere che ancora oggi continua ad occuparsi di formazione di giovani studenti e laureati...".

Chiesa di Napoli