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Base antico battistero

a cura di Giuseppe Capasso

Nel Febbraio del 313 d.C. gli imperatori Costantino il Grande e Licinio diedero ai Cristiani, con il famoso decreto di Milano, la piena libertà di professare la loro religione e questi chiesero ed ottennero l'uso d'un tempietto rotondo (forse già abbandonato) sito nella zona Alessandrina, oggi Via Mezzocannone, della nostra antica città. Quel luogo di culto, scrivono gli storici; fu fondato dai Kumei (Cumani) in onore dei Numi patrii e "(...) risaliva al periodo immediatamente seguente la fondazione di Neapolis..."(1), e gli adepti della nuova religione usarono, per circa 1500 anni, gli oggetti ivi esistenti tra cui, per vasca battesimale, un grande vaso sorretto da una base che, alla demolizione della Chiesa nel 1770 "(...) giaceva rovesciata per terra e serviva di predella per montare a cavallo ..."(2). Essa poi, rilevata dalla strada e trasportata nel Museo Farnesiano, fu esaminata da molti esperti tra cui l'illustre Martorelli che interpretò l'iscrizione scolpita su uno dei suoi lati: "M.Cocceio Cal...liberto di Augusto (Nerva) con i suoi figli Tizio Aquilino e Flavio Crescente dedicò agli dei fretori dei Kumei uno scifo (tazza - vaso ornamentale ) pesante cinquanta libbre e quattro once"(3). Sugli altri lati poi apparivano "(...) tre figure variamente interpretate... - perché due sono grandemente danneggiate e non facilmente riconoscibili, come Efesto, Eracle e Dionisio oppure come Efesto, Atena e Dionisio... - non si tratta comunque di sculture di ottima fattura, ma piuttosto di una comune opera di mediocre artigianato; anche la decorazione a chima ionico e chima lesbico che orna la piccola base è di fattura molto scadente ...(e) il pezzo (è databile) non oltre la metà del I secolo d.C."(4). La Napoli antica, come Atene ed altre città della Grecia, era divisa in Fratrie che erano associazioni religiose e politiche di cittadini della stessa nazionalità, o dello stesso settore della città oppure. cote ipotizzano altri storici, di cittadini praticanti lo stesso mestiere che si riunivano nel tempio per pregare e per discutere anche in merito agli affari spiccioli della comunità. Tra le altre Fratrie esistenti, allora, nella città si ricordano quella dei Kretondi (sita nella zona detta oggi dei Santi Filippo e Giacomo), quella degli Eubei, degli Eumelidi, dei Theotadi e degli Aristei nel cui tempio sito nei pressi della odierna piazzetta Sedil Capuano c'era uno scritto che spiegava ed enumerava le varie cariche della Magistratura in atto: "(...) alla testa vi era un Fratriarco, quindi troviamo un chalcologo (tesoriere), un frontista (forse un rappresentante dello Stato nell'ambito della Fratria), i dioceti (gli amministratori) e quindi i Frateri, i componenti cioé di ciascuna Fratria che probabilmente rimanevano in carica per la durata di un anno"(5). Da queste organizzazioni antiche, ipotizzano gli storici della nostra città, si potrebbero raffigurare le origini degli storici "Seggi o Sedili" che ebbero, nei secoli, molto peso nella storia cittadina tanto che furono aboliti dal Re Ferdinando IV al suo ritorno sul trono di Napoli dopo la caduta della Repubblica napoletano del 1799 soffocata nel sangue dei tanti martiri protagonisti di quei Momenti indimenticabili. La memoria di quei Sedili rivive peró, dopo tanti secoli, e nella raffigurazione dei suoi stemmi murati sul campanile del plesso religioso di san Lorenzo Maggiore sede, una volta, della Magistratura della città e negli odierni Consigli circoscrizionali.

Note: 
(1) 'La Storia di Napoli dalle origini ai nostri giorni' di Vittorio Gleijses, Napoli 
(2) 'Napoli Greco-Romana' di Bartolomeo Capasso;
(3) Ibidem; 
(4) 'Napoli Greco-Romana' di Mario Napoli; 
(5) Ibidem.

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