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Immagini della Madonna

a cura di Giuseppe Capasso

La felice iniziativa del nostro Parroco don Salvatore Fratellanza per la collocazione, l'11 Febbraio 2001, della statua della Madonna sulla porta centrale della nostra Chiesa parrocchiale, ci porta a ricordare, brevemente, alcune notizie relative alle due immagini della Beata Vergine Maria venerata, nel tempo, dai nostri avi e da noi, con lo storico e santo titolo di Santa Maria della Rotonda. La dolce immagine della Madonna che siede in trono in mezzo ad un campo di spighe di grano è un'opera di Cristofaro Faffeo (1489) e veniva venerata, nel tempo addietro, nel tempietto rotondo sito, come già narrato in uno scritto precedente, ove oggi sorge il palazzo Casacalenda in Piazza San Domenico Maggiore.

Demolito quel tempietto nel 1770 il quadro e l'altare furono trasferiti, dopo varie peregrinazioni, nella sagrestia della Chiesa di San Francesco delle Monache, che fu distrutta a seguito del tremendo bombardamento aereo del 4 agosto 1943. Il quadro della Madonna, fortunatamente, un cippo votivo ed altri pochi oggetti furono recuperati e sono custoditi, tuttora, nei depositi della Soprintendenza per i beni culturali ed artistici di Capodimonte mentre il cippo votivo è esposto in una delle sale del nostro museo archeologico.

L'altra figurina ci mostra la dolce immagine, conosciuta oramai nella zona alta della città e non, e che noi tutti veneriamo nella nostra Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Rotonda in via Pietro Costellino sin dal 8 maggio 1978. La statua della Madonnina, di ottima fattura e di cui non conosciamo il nome dell'artista, veniva onorata, un tempo, nell'antica e storica Chiesa di Santa Maria a Piazza. Il titolo le derivava dalla vicinanza della "Platea Furcillensis", poi Seggio di Forcella, la cui denominazione è connessa, secondo alcuni storici, al simbolo dello stemma che raffigurava una Y, ... facile ironia per il popolino che, in quel segno grafico vedeva un tronco d'albero con due rami e ... tanto simile ad una "forcina" usata per tener raccolti i capelli. In quella Chiesa, una delle prime sorte per il volere dei primi cristiani, venne seppellito il Console Buono, Duca (anno 832) del glorioso Ducato napoletano che tenne testa alle tante invasioni dei barbari che seminavano lutti e rovine nel loro scorrazzare per le terre della nostra penisola fino al 1130 quando l'ultimo Duca, Sergio VI, fu costretto ad arrendersi a Ruggiero I, re dei Normanni.

Il piccone demolitore purtroppo, per esigenze urbanistiche, non risparmiò dalla distruzione quel tempio antico e storico ed il suo campanile di stile romanico.

Chiesa di Napoli